
Sostenibilità e vAlorizzazione degLi scarti come ingredienti nUtraceutici e Salutistici per la filiera dell’asparago – SALUS.
28 Ottobre 2024
Avvio sperimentazione asparagi: primi risultati.
15 Novembre 2024L'asparago napoletano: un patrimonio agroalimentare da tutelare e valorizzare.
L'area napoletana è, da diversi anni, il polo produttivo nazionale più importante per la produzione precoce di asparagi, laddove le differenze climatiche con altre aree produttive e la coltivazione protetta, peculiarità quasi esclusiva della produzione napoletana, forniscono un elemento decisivo per poter competere sui mercati di destinazione.
La superficie coltivata in Campania è di circa 1.000 ettari (ISTAT, 2023), concentrati quasi esclusivamente nella pianura napoletana e casertana e quasi tutti in coltura protetta (95% dell’intera superficie nazionale).
I turioni di asparago napoletano hanno un sapore ed un gusto decisamente più pronunciato rispetto ad asparagi di altra provenienza, derivati anche dalle specifiche peculiarità fornite dai terreni fertili, di origine vulcanica, e ricchi di minerali nobili, che ne fanno un prodotto di eccellenza.
Per l’Asparago Napoletano è stato richiesto, dagli operatori della filiera, il riconoscimento come IGP e l’istruttoria è in corso presso il Ministero dell’agricoltura.
Uno dei problemi per la filiera è rappresentata dagli scarti del prodotto, costituiti dalla parte basale dei turioni e dagli asparagi non commercializzabili che, in alcuni casi, possono arrivare anche al 20-25% del totale del prodotto immesso al consumo e che i produttori in generale smaltiscono come compost versato sui terreni dove insistono le coltivazioni.


